Se hai poco spazio per le piante questa orchidea fa per te! È un ibrido primario, ovvero un incrocio tra due orchidee che esistono tal quali in natura: Phalaenopsis finleyi e Phalaenopsis equestris.

Ho comprato questa pianta due anni fa e nonostante sia molto piccolina ha fiorito due volte , una in primavera e la seconda in estate!

Substrato

Trovo la sua coltivazione davvero molto semplice, al 2023 l’ho sistemata in un vasetto con un substrato composto da bark e sfagno più o meno in percentuali uguali, consiglio questo tipo di substrato a tutti i coltivatori, anche ai meno esperti in quanto consente di far aggrappare le radici alla corteccia del bark come se la pianta fosse in natura (si, crescono sui rami degli alberi!), ma con il plus dello sfagno, che ha magico potere di rimanere idratato più a lungo ed essere talmente tanto poroso da arieggiare bene le radici quando inizia ad asciugarsi.

Irrigazione

Annaffio a radice argentea, in estate per immersione, mentre in inverno alterno l’immersione all’irrigazione dall’alto con un annaffiatoio dal becco molto stretto stando ben attenta a non bagnare il colletto. Come consiglio sempre una volta annaffiata la pianta scolo bene il vaso affinché non rimanga dell’acqua ristagnante.

Concimazione

Al momento utilizzo un concime granulare NPK 20-20-20, bilanciato quindi equamente tra azoto, fosforo e potassio. Se decidete di concimare la pianta ogni 3 irrigazioni vi consiglio di utilizzare al massimo 1 grammo per 2 litri d’acqua, se invece si opta per una micro-concimazione ad ogni bagnatura fate attenzione a non esagerare con la quantità di concime, altrimenti si rischia di bruciare le radici! Per essere sicuri se concimate ad ogni annaffiatura il mio consiglio è utilizzare pochissimo concime, meno di un terzo di un grammo.

Esposizione alla luce e temperatura

Tutte le mie phalaenopsis sono coltivate con una tecnica che definirei “mista”, ovvero in inverno le tengo in casa sotto grow-light a temperatura e umidità controllata (20-25°C e umidità dal 60% in su), mentre dalla primavera all’autunno sposto le mie piante in villeggiatura, o come dico spesso, gli concedo un trattamento SPA! In cosa consiste? Molto semplice: le posiziono sul davanzale delle finestre e in terrazza in modo da poter prendere l’arietta esterna e si godono di una perfetta escursione termica notturna (18-19°C), mentre di giorno le espongo alla luce dell’alba e del tramonto.

Se decidete di mettere le piante all’esterno però mi preme darvi un avvertimento importantissimo: EVITATE COME LA PESTE LA LUCE DIRETTA DEL SOLE E LE TEMPERATURE TROPPO ALTE!! Soprattutto in estate dove il sole è decisamente più forte, rischiate di bruciare le foglie e far morire in breve tempo la vostra pianta. Ecco perché nelle ore centrali della giornata le riparo in casa. E’ possibile salvarla se le foglie sono bruciate? Si, ma solo se non sono totalmente compromesse e comunque causerà parecchi danni futuri alla povera malcapitata.

Curiosità

E’ una orchidea con due genitori e somiglia ad entrambi, sia la phalaenopsis finleyi che la phalaenopsis equestris. È una pianta di piccole dimensioni, caratteristica che eredita da entrambe, ma la cosa più bella è che questa piccoletta è molto fiorifera come la sua mamma phalaenopsis equestris! Dallo stesso stelo infatti sono nate due fioriture, la prima con i petali leggermente più allungati (come la finleyi) poi si è allungato dalla punta e la seconda volta è sbocciata con petali, sepali e labello posizionati in maniera più compatta (come l’equestris).